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La Rana, un anfibio tutto da scoprire

Le curiosità sulle rane

Da sempre attira l’interesse dei bambini, per il suo simpatico salto o per il gracidare, e degli adulti per la scoperta del fatto che è stata per secoli un ingrediente per squisite ricette.
La rana (Rana Linnaeus) è un anfibio anuro che  spesso è stato al centro di favole e storie mitologiche, sia per il suo aspetto stravagante, sia per la sua “strana vita”.
Vediamo quali sono le caratteristiche che la rendono unica…

Come si comporta una rana?

Si adatta alle situazioni, potremmo dire semplificando le nozioni scientifiche, e per questo da millenni sopravvive anche in ambienti ostili, sotto forma di circa 6.200 specie. Per poter cercare acqua, cibo e riparo alcune specie di rane saltano fino a 20 volte la propria lunghezza, e sono in grado di conservare acqua nel proprio corpo anche per anni!

È molto agile ma completa, e in alcuni casi può vantarsi di essere l’animale vertebrato più piccolo del mondo (circa 3-7 cm): ne è stata scoperta addirittura una in Nuova Guinea, di soli 7,7 millimetri.

Inoltre, tra le tante rane che popolano i nostri territori c’è la rana sylvatica che si iberna per sopravvivere agli ambienti più freddi; uno zucchero entra in circolo nel corpo, che arriva quasi a congelarsi trasformandosi in un piccolo blocchetto ghiacciato – fin quando il cuore smette di battere, e la respirazione si interrompe. Ma la rana non è morta, anzi: sopravvive per giorni anche a -16 °C.

Un’altra curiosità? Non possono mangiare ad occhi aperti, e inghiottiscono le prede chiudendo gli occhi e ingoiando – non avendo denti, devono farlo subito con un movimento compatto del corpo verso il basso. Come si procurano il cibo, è un’altra storia interessante: la saliva dalla rana è così appiccicosa e la lingua così veloce, che l’anfibio non lascia scampo agli insetti, e a volte neanche ad alcuni uccelli.

La rana è un anfibio in pericolo di estinzione

A causa dell’intervento dell’uomo in molti ambienti in cui vive, la rana rischia di scomparire dal nostro pianeta, anche minacciata da una malattia diffusa tra i suoi esemplari, la chitridiomicosi portata dal fungo Batrachochytrium dendrobatidis – aumentata nella sua diffusione dal riscaldamento globale.

Per la pelle così sensibile delle rane, questo fungo provoca dei problemi tali da portare al decesso, e ad oggi è in pericolo la sopravvivenza di questo anfibio, tra i primi a soffrire a causa dei cambiamenti climatici. Una specie da proteggere, quindi, anche qui in Italia.