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Ferrovie Abbandonate

Il fascino di un binario, triste e solitario… sebbene la famosa canzone sembri un remoto passato, in realtà sono tante le ferrovie abbandonate in Italia. Alcune anche in Lombardia nel territorio piacentino e cremonese!

Scopriamo i binari “sospesi nel tempo” chi ci circondano e valgono magari un’escursione per rivivere un passato neanche troppo lontano.

Piacenza Bettola

Questa ferrovia, lunga circa 32 chilometri, fu aperta nel 1933 e già chiusa nel 1967!

Era un tragitto in treno che collegata i piacentini con il centro di Bettola, percorrendo il paesaggio della val Nure e fermando in tante stazioni tra cui Ponte dell’Olio, Podenzano, Albarola e Vigolzone.

Se prima era presente una tranvia a vapore, la Piacenza-Bettola fu inaugurata all’insegna della modernità (3000 V CC). Oggi la ferrovia si alterna ai campi coltivati o zone urbane, e nel tratto Ponte dell’Olio-Bettola oggi è diventata una strada provinciale – S.P. 645.

Da vedere, il viadotto in curva di cemento armato del 1930 sul fiume Nure, sempre presso Ponte dell’Olio.

Cremona Soresina

Il tragitto di questa rete ferroviaria era di circa 65 chilometri, ed è un “reperto” delle costruzioni dei primi del Novecento dato che fu costruita dal 1914 al 1932.

le fermate erano tante, partendo da Cremona Porta Milano, e arrivando fino a Rovato Borgo in un percorso che toccava centri abitati come Soresina, Soncino, Sesto Cremonese, Corzano.

Il crollo del ponte sull’Oglio, dovuto ai bombardamenti, la interruppe tra il 1944 e il 1950 la linea fu interrotta tra Soncino e Orzinuovi a causa del crollo del ponte sull’Oglio per i bombardamenti alleati. Fin quando non venne chiusa nel 1956.

Oggi della vecchia ferrovia Cremona – Soresina si possono vedere alcuni tratti, anche se coperti da vegetazione, e il sottopassaggio Codogno-Cremona presso Cava Tigozzi. Alcuni brani del tracciato sono stati inglobati nella SS Pavia-Cremona, mentre i fabbricati di stazione sono ormai stati ristrutturati e abitati.

Cava Carbonara e Cava Manara

Aperta addirittura nel 1883, questa ferrovia è stata un punto strategico della mobilità fino al 1916, essendo un tratto intermedio di un progetto ferroviario per collegare Broni – Bressana – Mortara – Vercelli.

Purtroppo, l’idea non andò in porto rispetto al servizio passeggeri, e così le fermate Cava Carbonara e Cava Manara furono destinate al servizio merci e per uno snodo tra Vercelli e Piacenza.

La sua lunghezza era di soli 4 chilometri circa, e collegava i due centri evitando un’inversione di marcia a Pavia, dovendo altrimenti attraversare il Ticino.

Senza binari già da molti anni e piena di vegetazione che la ricopre, oggi troviamo la sede ferroviaria e un tratto del binario di Cava Manara. Nelle due stazioni, i fabbricati sono ancora utilizzati per servizi ferroviari, anche se ormai tutto è cambiato di certo dal secolo scorso!